| I Pagelloni |
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| Scritto da Sandrino |
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E’ FINITA COSI’ Dopo due anni di astinenza la Comunità Capi torna a vincere contro la compagine R/S. La squadra della Comunità Capi si aggiudica il match giocando un calcio migliore, concreto e frizzante. A causa di una atavica incapacità di organizzarsi al meglio, i Rover sono costretti a schierare un uomo in meno. Nel disperato tentativo di rimediare alla mancanza provano a soffiare il giovane Sandrucci alla squadra avversaria, ma la terna arbitrale si oppone. Giusto così. Risultato finale : 7- 4. Comunità Capi: MAMMETTI 7. Il Cobra torna fra i pali dopo alcuni anni di riposo, Si distrae in un paio di occasioni (gli anziani a una certa ora di norma sono in pantofole a gustare semolino) regalando palle gol agli attaccanti, ma offre esperienza e sicurezza, respingendo con ogni parte del corpo malconcio i tiri degli R/S. Si diletta nello sberleffo verbale ai danni degli avversari, ma l’arbitro non sente. RINATO. CASADIO Sr. 7. Capitano coraggioso, senza macchia e senza paura. Sereno e tranquillo nel ruolo di centrale difensivo, dosa con sapienza forze e fiato, distribuendo utili consigli ai compagni più giovani. E quando proprio non ce la fa, la butta sulla dialettica. ETERNO. BAGHEERA 7,5. Incredibile crescita di questo ragazzone, che ai tempi delle giovanili incespicava con traballante imbarazzo sulla palla, sull’erba e sulle proprie scarpe. Oggi si mostra un uomo d’area (la propria) estremamente pratico, ribatte colpo su colpo e non esita a usare la forza fisica laddove necessario. Si concede anche qualche sortita in avanti. RIVELAZIONE. CASADIO Jr 7. La fisicità minuta non fa rimpiangere l’assenza, lì tra le retrovie, del possente Bandera, fuori dal match per motivi di lavoro. Difende, lotta, si insinua. La linea difensiva si affida a lui e ne è ripagata. L’infreddolita fidanzata, intervistata a fine gara, si lascia scappare un “Bravissimo. Non l’ho mai visto così focoso.” Cosa avrà voluto dire? MASCHIO. SANDRUCCI 7,5. Infortunato, decide di scendere in campo per dire la sua. Non importa dove si schieri, tanto comunque prende a spallate tutti. Giocare contro gli ex compagni è una molla in più, scarica in campo cuore e deltoide in egual misura. E’ carica del caffè più energia del cioccolato. POCKET COFFE. COLETTI Jr 8,5. Presente ovunque. Spazza via in difesa, coordina a centrocampo, propone in attacco. A lui la si dà sempre volentieri (la palla). Segna e fa segnare. Sogna e fa sognare. Sugna e fa sugnare. Il gol di tacco è una perla sui maccheroni. AVERCENE. COLETTI Sr 8. In prestito all’Athletic Bilbao per tutta la stagione, sbarca in Italia appositamente per non perdersi il match che negli anni passati lo ha consegnato agli onori della cronaca. Trotta per tutto il campo, spreca pochissimo e col pallone tra i piedi si diverte. La movida spagnola gli è entrata dentro, lui la rende calcio. QUE BUENO! KAA 9. Una tripletta in apertura e taglia le gambe alle velleità dei suoi ex compagni. Poi decide che no, non gli basta, e continua a divorare terreno e avversari. Sarebbe venerabile come un dio greco, se solo la sua virilità non fosse intaccata di continuo da una vocina, che dalla tribuna si leva femminea ad ogni passaggio ben riuscito: “Bravo amore! Lui è il mio amore! Stai attento amore!”. PARADISO. PRINCIPALI 7. Prima di arrivare, si dimentica i calzettoni da gioco nel terrazzo di casa (come ci saranno finiti poi…?), l’acqua da bere in frigo (meno male che era freddo e non veniva sete), e i soldi per pagare il campo sulla scrivania (meno male che c’era Kaa). Esauriti i bonus distrazione, si sistema in campo lucido e concentrato, scegliendo posizioni più arretrate del solito (ultimamente gli piace stare dietro…). Fa filtro e non disdegna qualche stoccata offensiva. Si sacrifica per la squadra. SERVIZIEVOLE. BIANCHI 7. Lo smalto di una volta è graffiato dall’età e dalla tesi di laurea, ma il Papà Gambalunga di tutti noi è sempre prezioso. Comincia la partita come centro-boa, poi si accorge che tra i due fratelli il migliore non è lui, e saggiamente lascia il palcoscenico ad altri. Arretra tra difesa e centrocampo, e da laggiù fa capire a tutti che la pensione è ancora ben lontana. ORGOGLIOSO. Comunità R/S IORIO 5. Gioca a rugby, dovevamo aspettarcelo. La sua prestazione è estremamente volenterosa ma irrimediabilmente macchiata da un’entrata da ergastolo sul povero malcapitato Bianchi Sr, che rischia carriera e sopravvivenza terrena. E’ all’esordio in questo tipo di gara, va perdonato ma punito a dovere. Ci penserà il Maestro.OMU DE FURESTA. BIANCHI 6. Anche lui alla prima gara ufficiale in maglia R/S, si piazza davanti al portiere e cerca di dare ordine a una squadra malmessa. Mostra qualità anche al centro del campo, ma è ancora confuso. Buona prova da parte sua, il gruppo non gli è di sostegno. FUTURO. DI CROSTA 6. Sebbene minacciato dalle parole del Maestro (“Le vostre gambe non arriveranno a sabato”) entra in campo senza soggezione. Si schiera sulla fascia destra, difende la sua zona con metodo e disciplina. Il fisico asciutto, allenato e atletico lo aiuta nel rivelarsi elemento utile, ma deve migliorare sui fondamentali. SPERANZA. MARCHESI 6. E’ il veterano, ma non riesce a essere d’esempio; mentalmente è il primo a capitolare in questa serata di Waterloo. Guadagna la sufficienza grazie a una serie di reti che tengono a galla la squadra. Suo il punto dell’unico vantaggio R/S, suo il palo che poteva riaprire la sfida. Ma si specchia in se stesso, è incapace di sviluppare un gioco corale e, soprattutto, è teso come una dodicenne al suo primo appuntamento. NAPOLEONE. ALOISI 5. L’arbitro gli impedisce di scendere in campo con una casacca di colore sbagliato, così è costretto a farsene prestare una rossa. Con indosso una maglia non propria perde ogni straccio di personalità, gironzola per il rettangolo di gioco alla ricerca di una luce che, evidentemente, non arriva mai. CIECO. INCAGNOLI 4,5. Chiamato a dar man forte pur non essendo convocabile da regolamento -in quanto già ceduto- non brilla, non conclude, non serve. Mette gran passione, ma gioca per sé e non aggiunge molto a una squadra alla sbando, che avrebbe bisogno di freschezza e novità, non dell’aiuto dei “nonnetti”. FUORIQUOTA. COLETTI 5,5. …tiè Toto, beccate questa…tiè tiè…hai perso, tiè..pensavi de vince, vè? e nun hai manco strusciato na palla..tiè tiè..oh bella partita hai fatto, bravo..toh toh! Ah ah che goduria! Tiè! Tièèèèèè! Sette fischioni…toh!!! ROSICONE
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